Il mazzo Cary-Yale, carte dipinte per la corte di Milano

Le tarot Cary-Yale, un jeu peint pour la cour de Milan

Sessantasette carte d’oro e di colore, su almeno ottantanove, conservate a Yale: le tre virtù teologali, alcune cavaliere e più di una domanda ancora aperta.

Carta della Fede del mazzo Cary-Yale: una donna seduta su fondo d’oro, l’indice alzato, con una lunga croce.
Attribuita a Bonifacio Bembo, La Fede, mazzo Cary-Yale, fra il 1442 e il 1447 secondo il catalogo. Beinecke Rare Book and Manuscript Library, Yale University, PLAYING CARDS GEN 965. Pubblico dominio.

Sotto la lente Il volto

Dettagli da guardare

Da tastiera, le frecce spostano la lente.

La Fede su fondo d’oro

Una giovane donna siede di fronte, il volto tondo e pallido. La veste d’oro è solcata da sottili raggi incisi; un manto grigio le scivola dalle spalle e lascia vedere le maniche rosse. Alza la mano destra, l’indice rivolto verso l’alto; con la sinistra regge una lunga croce. Il fondo è punteggiato a punzone. In alto a sinistra, nell’oro, si intravede una forma tondeggiante, così consunta che si esita a darle un nome.

Sotto il basamento dorato sbuca un piccolo uomo barbuto e coronato, in manto azzurro, con la mano tesa. Nessuna delle fonti che abbiamo letto dice chi sia.

Sessantasette carte e una segnatura

La Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale conserva il mazzo con la segnatura PLAYING CARDS GEN 965: 67 carte, riferite a Milano. Vi sono entrate nel 1967 con la collezione di carte da gioco lasciata da Mary Flagler Cary: di qui il nome Cary-Yale.1,2

Le didascalie delle immagini contano undici trionfi, diciassette figure e trentanove carte numerali.1 Completo, il mazzo ne aveva probabilmente almeno 89, stima la biblioteca.2 Il catalogo si ferma a «Composition of deck unknown.»1

Due tratti lo distinguono: in ogni seme, secondo Yale, un fante e un cavaliere al femminile, anche se fra le carte superstiti l’unico cavaliere di coppe è un uomo;2,1 e fra i trionfi compaiono la Fede, la Speranza e la Carità, le tre virtù teologali.2

Carta della Speranza del mazzo Cary-Yale: una donna inginocchiata di profilo, mani giunte, accanto a un’ancora.Cavaliera di spade del mazzo Cary-Yale: una giovane donna bionda all’amazzone su un cavallo bianco, spada levata.
Una virtù e una cavaliera: La Speranza e la cavaliera di spade. Beinecke Rare Book and Manuscript Library, Yale University, PLAYING CARDS GEN 965. Pubblico dominio.

Che cosa dicono l’oro e la carta

Marie-France Lemay, responsabile della conservazione della carta e delle fotografie della Yale Library, ha fatto analizzare le carte insieme alla rete scientifica del Metropolitan Museum. Gli azzurri sono di azzurrite, a volte mescolata a lapislazzuli, i gialli di piombo e stagno; la foglia d’oro poggia su un bolo rosso. Sotto il colore si leggono disegni a inchiostro ferrogallico e a linee incise.2

Sei filigrane, sul retro di alcune carte, sostengono una datazione proposta di recente: 1441-1442.2 Fiorini d’oro impressi, su carte di due dei tre mazzi, somigliano alle monete del duca e hanno fatto collocare le carte prima della morte di Filippo Maria Visconti, il 13 agosto 1447.2,3 Le date pubblicate non concordano: «between 1442 and 1447» nel catalogo, 1440-1445 circa per Yale nel 2023, 1440-1442 circa nel Burlington Magazine del 2026.1,2,4

Bembo o il fratello, e per chi?

Il catalogo assegna il mazzo a Bonifacio Bembo,1 e il Dizionario Biografico degli Italiani annoverava già nel 1966 «le tre serie di tarocchi» fra le sue opere, verso il 1445.5 Il Burlington si limita a «frequently attributed».4 Studi recenti, riferisce Yale, propongono Andrea, il fratello maggiore di Bonifacio.2

Neppure il committente è sicuro. Yale lega i tre mazzi a Filippo Maria Visconti e al genero Francesco Sforza, senza dire chi abbia voluto questo.2 Secondo Marie-France Lemay, le fanti e le cavaliere del mazzo hanno fatto pensare ad alcuni che il mazzo fosse stato forse commissionato per una donna.2 Jonathan Allen collega, con la stessa cautela, un altro mazzo alle nozze di Bianca Maria Visconti nell’ottobre 1441;3,4 per quello di Yale nessuna delle nostre fonti indica una destinataria.

Dove vedere il mazzo

Il mazzo, alla Beinecke Library di New Haven, si sfoglia per intero in rete: 134 immagini, recto e verso di ogni carta.1 Non sappiamo se alcune carte siano esposte in questo momento. Yale ne aveva prestate alla Morgan Library & Museum di New York per la mostra «Tarot! Renaissance Symbols, Modern Visions», chiusa il 4 ottobre 2026.6

Per un confronto, un altro di questi mazzi, diviso fra New York e Bergamo, si osserva nelle nostre schede: l’Imperatrice, la Morte, il Mondo.

Per verificare

I numeri rimandano alle fonti, in fondo alla pagina.

  1. Yale University Library Digital Collections, scheda «[Visconti di Modrone tarocchi cards].», Beinecke Rare Book and Manuscript Library, PLAYING CARDS GEN 965 (scheda, manifesto IIIF e didascalie delle 134 immagini). collections.library.yale.edu
  2. Deborah Cannarella, «In the cards: Library partners work together to solve mysteries of rare tarot deck», Yale Library News, 4 ottobre 2023. library.yale.edu
  3. Gigliola Soldi Rondinini, «Filippo Maria Visconti, duca di Milano», Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 47, 1997. www.treccani.it
  4. Jonathan Allen, recensione della mostra Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna (Bergamo, Accademia Carrara), The Burlington Magazine, vol. 168, n. 1479, giugno 2026. www.burlington.org.uk
  5. Franco Mazzini, «Bembo, Bonifacio», Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 8, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1966. www.treccani.it
  6. Deborah Cannarella, «Yale Library displays tarot treasures in new Morgan Library exhibition, through Oct. 4», Yale Library News, 25 giugno 2026. library.yale.edu