Un profilo di duchessa
Una donna non più giovane si presenta di profilo, rivolta a sinistra, su un fondo quasi nero. I capelli sono raccolti in una reticella d’oro a losanghe, punteggiata di piccoli fiori scuri, che termina in un velo ripiegato dietro la nuca. L’orecchio è libero, il collo lungo, il mento un po’ pesante. La veste rossa è broccata d’oro e di verde a grandi motivi vegetali; un bordo di piccole pietre segue lo scollo e la manica, e sulla spalla due file di grosse perle raggiungono un gioiello con una pietra rossa.
Nessuno sguardo per chi osserva: questo profilo rigoroso fa pensare alle medaglie che i principi italiani vollero dopo quella di Pisanello per Giovanni VIII Paleologo.
Due didascalie, due date
La scheda dell’immagine su Wikimedia Commons, ripresa dalla Web Gallery of Art, assegna il ritratto a Bonifacio Bembo, 1460 circa: tempera, 49 x 31 cm, Pinacoteca di Brera, inventario 2239.1 La scheda del museo non si trova in rete. E le didascalie si contraddicono: nel 2018, in una mostra a Prato, lo stesso ritratto era presentato come «scuola lombarda, 1480 circa», a giudicare da una fotografia scattata sul posto.2
Bembo lavorò davvero per la coppia: su commissione del duca dipinse per Sant’Agostino a Cremona una pala di cui restano soltanto i ritratti di Francesco e di Bianca Maria.3 Per il ritratto di Brera ci si limiterà dunque ad «attribuito a Bembo».
Cremona, ottobre 1441
Bianca Maria, nata nel 1425, è figlia naturale di Filippo Maria Visconti, duca di Milano, e di Agnese Del Maino. Il padre la promette prestissimo al condottiero Francesco Sforza: il fidanzamento è celebrato il 23 febbraio 1432; lui ha più di trent’anni, lei non ne ha ancora sette. Nel 1441 il duca rinnova la promessa e aggiunge in dote Cremona e Pontremoli.4,5
Sul giorno delle nozze, a Cremona, il Dizionario Biografico degli Italiani oscilla da una voce all’altra: il 25 ottobre 1441 in quella di Bianca Maria, il 24 in quella del padre.4,5 La diocesi di Cremona colloca la cerimonia nella piccola, antichissima chiesa di San Sigismondo, poco fuori città. Ventidue anni dopo, il 20 giugno 1463, la duchessa decise di ricostruirvi il monastero e una nuova grande chiesa.6
Carte per un matrimonio?
I tarocchi dipinti per i Visconti e gli Sforza sono spesso attribuiti a Bembo.3 A proposito di uno di essi, il mazzo detto Colleoni, Jonathan Allen scrive sul Burlington Magazine di giugno 2026 che fu forse concepito come un dono di prestigio, «perhaps associated with the marriage in 1441» di Francesco Sforza e Bianca Maria.7
Allen non usa il nome Pierpont Morgan-Bergamo, detto anche Colleoni-Baglioni, del mazzo dell’Imperatrice. Ma divide il suo fra Bergamo e New York e gli attribuisce 74 carte, come Wikipedia a quest’ultimo: con ogni probabilità è lo stesso mazzo.7,10 Il legame con le nozze, invece, resta un’ipotesi: tutto sta in quel «perhaps».
La signora di Cremona
Quando la guerra scoppia nel 1452, Francesco Sforza, ormai duca di Milano, lascia la moglie reggente dello Stato finché resta al campo. Vedova, Bianca Maria si fa riconoscere la signoria di Cremona, la città della sua dote, dove intende ritirarsi; i rapporti con il figlio maggiore, Galeazzo Maria, sono ormai tesi.4,8
Muore il 23 ottobre 1468, ma sul luogo gli autori divergono: a Cremona secondo Franco Catalano (1968), a Melegnano, lungo la strada per Cremona, secondo Francesca Vaglienti (1998).4,8,9 Si mormorò che Galeazzo Maria l’avesse avvelenata; Catalano riferisce la voce senza darla per certa.4
Il ritratto appartiene alla Pinacoteca di Brera, a Milano. Non avendo trovato una scheda in rete, non abbiamo potuto verificare se sia oggi esposto in sala.
Per verificare
I numeri rimandano alle fonti, in fondo alla pagina.
- Wikimedia Commons, scheda del file «Bianca Maria Visconti.jpg» (Bonifacio Bembo, 1460 circa, tempera, 49 x 31 cm, Pinacoteca di Brera, inv. 2239, dalla Web Gallery of Art). commons.wikimedia.org
- Wikimedia Commons, fotografia di Sailko (21 dicembre 2018, mostra Leonardo da Vinci, l’ingegno, il tessuto, Prato): «Scuola lombarda, ritratto di bianca maria visconti, 1480 ca. (brera)». commons.wikimedia.org
- Franco Mazzini, «Bembo, Bonifacio», Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 8, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1966. www.treccani.it
- Franco Catalano, «Bianca Maria Visconti, duchessa di Milano», Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 10, 1968. www.treccani.it
- Gigliola Soldi Rondinini, «Filippo Maria Visconti, duca di Milano», Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 47, 1997. www.treccani.it
- Diocesi di Cremona, «Il 18 settembre a S. Sigismondo giornata tra storia, arte e fede», 13 settembre 2022. www.diocesidicremona.it
- Jonathan Allen, recensione della mostra Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna (Bergamo, Accademia Carrara, 2026), The Burlington Magazine, vol. 168, n. 1479, giugno 2026. www.burlington.org.uk
- Francesca M. Vaglienti, «Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano», Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 51, 1998. www.treccani.it
- Federico Giannini e Ilaria Baratta, «Il trittico di Bonifacio Bembo: ultimo atto dell’arte viscontea a Milano?», Finestre sull’Arte, 12 maggio 2015. www.finestresullarte.info
- Wikipedia (in inglese), «Visconti-Sforza tarot cards»: il mazzo Pierpont Morgan-Bergamo, detto anche Colleoni-Baglioni, 74 carte superstiti. en.wikipedia.org