Che cosa mostra la carta
Una donna siede di fronte, su un seggio posato al centro di un pavimento ottagonale. Indossa l’abito bruno di una religiosa, un velo bianco che le incornicia il volto e, sopra, la triplice corona dei papi.
La mano sinistra tiene un libro chiuso, la destra un lungo bastone sottile. Dietro di lei il fondo oro con un motivo regolare, lo stesso delle altre figure del mazzo.3
Una carta senza titolo
Le carte milanesi non hanno né nome né numero. Il nome di Papessa e il numero II vengono dai mazzi successivi, dove è scritto per esteso.2
Suor Manfreda, un’ipotesi
Nel 1966 la studiosa Gertrude Moakley propone un nome: Manfreda, o Maifreda, da Pirovano, religiosa dell’ordine degli Umiliati e parente dei Visconti.1
Manfreda apparteneva ai guglielmiti, i seguaci di Guglielma, morta a Milano nel 1281. Ne attendevano il ritorno per la Pentecoste del 1300, e dopo di lei una serie di papesse; Manfreda era stata eletta la prima. L’Inquisizione la mandò al rogo nel 1300.
L’idea piace perché lega la carta alla storia della famiglia. Resta un’ipotesi: nessun documento dice che cosa avessero in mente il pittore o i committenti del mazzo.